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The missing link?

Il libro racconta la storia di un’auto che rinasce e di un progetto ambizioso e lungimirante che l’Alfa Romeo perseguì alla fine degli anni Trenta. Ma anche i legami con Porsche, Ferrari e il mondo delle corse prima e subito dopo la seconda guerra mondiale.
Lo sviluppo della S10 e del suo innovativo V12 caratterizzò il periodo in cui Ugo Gobbato disegnò per l’Alfa Romeo una struttura efficiente e una gamma internazionale: se Vittorio Jano fu solo sfiorato dal progetto, i nomi erano Bruno Trevisan, Ferdinand Porsche e Gioacchino Colombo.
Gioacchino Colombo continuò a lavorare sul V12 anche dopo che i piani dell’Alfa Romeo cambiarono nel 1941 e il progetto S10 fu abbandonato.
Dopo la guerra, Colombo sarebbe stato uno degli uomini di Ferrari e la competenza tecnica acquisita all’Alfa Romeo, e sul V12 in particolare, avrebbe dato origine ad alcune delle realizzazioni più prestigiose del Cavallino Rampante, se non – appunto – contribuito a cementare la passione di Enzo Ferrari per il V12.
Nel frattempo, all’Alfa Romeo, i vari componenti venivano testati utilizzando telai già esistenti, sia per non abbandonare del tutto l’idea di una produzione stradale, sia in vista della carriera sportiva del motore, che avrebbe potuto iniziare proprio alla Mille Miglia. L’edizione del 1941 della Mille Miglia non ebbe mai luogo, ma doveva essere corsa da vetture con una cilindrata massima di tre litri senza compressore.

Oggi un’auto rinasce, riportando alla luce un capitolo di storia durato forse qualche giorno o forse qualche anno, quando un motore S10 SS di tre litri di cilindrata viene installato su un telaio 8C 2900 modificato con la collaborazione della Porsche. Il tutto “vestito” da un’elegante carrozzeria in lega d’alluminio che l’Alfa Romeo ha creato strizzando l’occhio alla forma dell'”Alfetta”, che aveva già iniziato a mostrare il potenziale che l’avrebbe trasformata in una leggenda nel dopoguerra.
Una “fotografia” dai contorni sfumati – a causa del tempo e degli eventi – che ritrae il momento in cui telaio, motore e carrozzeria si unirono per creare un prototipo di 12C. Non essendo stata codificata, prodotta e venduta, non può essere registrata in un registro di produzione o perfettamente ritratta in un disegno tecnico, ma una serie di informazioni, ricerche e caratteristiche emerse durante il restauro rendono il tutto plausibile. L’anello mancante?

Il coordinamento generale del libro e la sua impaginazione sono affidati alla Spalluto Comunicazione Sagl.
In rigoroso ordine alfabetico, di seguito viene presentato l’elenco degli autori:
Giuseppe “Pino” Allievi
Lorenzo Ardizio
Luca Dal Monte
Karl Ludvigsen
Bernd Ostmann

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Alfa Romeo 12C